Diario ragionato della pandemia

Le prove

EVENTI AVVERSI – FATTI DI CRONACA


Eventi avversi da vaccino:
nessuno è responsabile dei danni … tranne i cittadini 

E’ stato evidente fin dall’inizio che le case produttrici dei vaccini, gli organi che li avevano autorizzati, i politici che li avevano caldeggiati e i sanitari che li avevano promossi e inoculati avevano tutti in comune un obiettivo: essere sollevati dalle responsabilità dei danni e delle morti dovuti ai vaccini.
Il 10 settembre 2020, infatti, tre europarlamentari della Lega, Stefania Zambelli , Rosanna Conte  e Alessandra Basso presentano al Parlamento Europeo un’interrogazione parlamentare – consultabile sul portale del parlamento europeo con la relativa risposta scritta – dal titolo “Richiesta di concessione dell’immunità per le case farmaceutichenella cui presentazione si legge: “L’urgenza determinata dalla pandemia di Coronavirus di arrivare a un vaccino affidabile ed efficace per la popolazione ha portato a una contrazione della tempistica legata alle fasi di sperimentazione che, essendo un processo lungo ed elaborato, in situazioni di normalità richiederebbe anni. È altresì comprensibile che le case farmaceutiche, futuri produttori del vaccino, chiedano per il loro business una sorta di immunità, in particolare, e come si evince da recenti notizie di stampa, per quanto concerne la responsabilità civile, per eventuali danni causati da questi medicinali biologici. A tale riguardo le case farmaceutiche dovranno per competenza relazionarsi con le diverse normative di ciascuno Stato membro. Ciò premesso, si chiede alla Commissione di rispondere alle seguenti domande: 1. come intende la Commissione raccordare la richiesta delle case farmaceutiche di questa immunità con le diverse previsioni normative statali in materia? 2. Qual è l’orientamento che ha maturato la Commissione rispetto a quali e quante evidenze scientifiche possano indurre a un ragionevole esonero della responsabilità civile?”  

Altrettanto chiara è la volontà di deresponsabilizzare totalmente i legislatori e gli esecutori. Ad aprile 2121, infatti, si introduce in Italia lo scudo penale per gli operatori sanitari, che li svincola da ogni responsabilità sui danni causati dal siero sperimentale anti-Covid.  “L’art. 3 del decreto legge 44/2021 introduce una clausola di esclusione della punibilità per i sanitari impegnati nella campagna vaccinale. Ne avevamo davvero bisogno?” L’interrogativo viene sollevato in un articolo di Diritto Penale che approfondisce anche il tema fornendo le relative risposte. Ma la richiesta di immunità nasce sia a seguito delle numerose e gravi reazioni avverse (come si vedrà qui di seguito) determinatesi dopo l’inoculazione dei sieri; sia perché gli stessi medici hanno paura dei cosiddetti “vaccini” avendone constatato gli effetti, per cui molti di loro non vorrebbero vaccinarsi per non fare la stessa fine dei loro pazienti.  

Insomma, sembra evidente un procedere ancora una volta secondo la logica dei “due pesi e due misure”: mentre la popolazione, infatti, è schiacciata da una propaganda martellante basata sul senso di “responsabilità” a vaccinarsi, ad accettare di diventare “cavia” di un siero sperimentale per il bene dell’umanità, ad immolarsi al sacrificio (addirittura obbligando chi non volesse farlo volontariamente), tutti gli altri vengono deresponsabilizzati.  

Inoltre, anche la possibile correlazione fra eventi avversi e siero sperimentale, sembra ridursi, pezzo per pezzo, al minimo, rendendo quasi impossibile stabilire un nesso di causa ed effetto fra l’inoculazione del farmaco sperimentale e le reazioni avverse. Come? … Continua a leggere


Danilo D’Argenio, muore a 22 anni improvvisamente, durante un banchetto di nozze per arresto cardiaco. Originario della provincia di Avellino, era studente a Ferrara dove studiava e dove il 10 giugno (un mese prima) aveva fatto il vaccino Johnson. Danilo stava partecipando, a Capaccio, al ricevimento di nozze del cugino di cui era ospite quando è sopraggiunto il malore. Dalla Procura è stata disposta l’autopsia del cadavere.
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Il comandante di yacht di 48 anni, Daniele Panizza, muore stroncato da una leucemia fulminante. Vaccinato con Johnson&Johnson, già il 2 luglio quando era partito aveva iniziato ad avvertire malesseri: poi l’aggravamento durante la navigazione e la morte al rientro a Viareggio. 
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Muore a 53 anni, il giorno dopo avere ricevuto la seconda dose del vaccino. Si tratta di un barista, Paolo Ruffini, guarito dal Covid e vaccinato 6 mesi dopo la guarigione che, già dopo la prima dose di Pfizer, aveva riscontrato i sintomi catalogati come lievi dall’AIFA (quali febbre per i primi due o tre giorni, ecc.). Dopo la seconda dose, però, senza avere sintomi in giornata e dopo essere andato a dormire, è morto.
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Un avvocato di 59 anni muore improvvisamente il giorno dopo aver fatto la seconda dose di Pfizer e i suoi familiari hanno fatto un esposto alla Procura di Agrigento chiedendo di indagare su un’eventuale correlazione con la seconda dose del Pfizer somministratagli il giorno primai. Si chiamava Venerando Bellomo e sulla sua morte la Procura ha avviato accertamenti.
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Giovane sportivo muore a 18 anni per arresto cardio-circolatorio un mese dopo avere fatto il vaccino. Si chiamava Davide Bistrot, era un pallavolista residente a Sedico nel Bellunese ed è stato ritrovato morto ai piedi del letto. Si era sentito male, inizialmente, lamentando un forte mal di testa e vomito: per cui era andato in ospedale. Ma dopo una visita e una flebo al pronto soccorso di Belluno, è stato rimandato a casa dove è morto nel sonno. Ispettori si sono recati in ospedale per indagare sulle cause della morte rispetto alle quali è stato segnalato che un mese prima il giovane aveva fatto il vaccino.
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Andrea Ghislotti, 33 anni, muore in viaggio di nozze: due settimane prima aveva fatto il vaccino. Il giovane si è accasciato in spiaggia, in Sardegna: gli amici testimoniano il suo buono stato di salute prima del tragico evento.
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Un uomo di 56 anni residente a Marano, 2 giorni dopo il vaccino è stato stroncato da un malore improvviso mentre lavorava. Era andato a fare una consegna in un centro radiologico a Monterusciello (Pozzuoli) quando è stato colpito da un infarto fulminante. La moglie ha sporto denuncia alla vicina stazione dei Carabinieri segnalando che il marito aveva fatto il vaccino due giorni prima, e il magistrato di turno ha disposto il sequestro della salma per l’autopsia necessaria a fare luce sulle cause del decesso. 
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A Conversano vicino Firenze, muore un 50enne 4 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose di Moderna. Inizialmente “avrebbe manifestato sintomi comuni come febbre, affaticamento, dolori muscolari, uno stato evidentemente non così grave da destare preoccupazione” riporta la Gazzetta del Mezzogiorno che poi aggiunge “A quanto trapela il cinquantenne avrebbe avuto problemi di sovrappeso….” Leggi la notizia


In Francia e Belgio, problemi per gli atleti vaccinati che devono gareggiare nelle Olimpiadi: ”Si è fatto vaccinare, non lo abbiamo più riconosciuto»: il velocista medagliato Christophe Lemaître non può più andare ai Giochi Olimpici. “Renovatio” rilancia la notizia apparsa sul francese L’Equipe, dove si spiega che l’atleta francese ha dato forfait alle Olimpiadi, rinunciando a gareggiare, in seguito al calo delle prestazioni dopo la vaccinazione.

Notizie simili arrivano anche dal Belgio. Jacques Borlée, allenatore degli atleti belgi, dà l’allarme sul calo prestazioni dopo la vaccinazione di diversi atleti. Renovatio riporta le dichiarazioni di Marc Francaux, professore di fisiologia dell’esercizio presso l’Università Cattolica di Lovanio, che ha confermato questa possibilità come effetto a breve termine dei vaccini.

Leggi le notizie dalla Francia su Renovatio  e su L’EquipeLeggi le notizie dal Belgio