Diario ragionato della pandemia

ovvero

Se errare è umano… perseverare è contagioso.

Un libro di Serena Romano
(giornalista)

con la collaborazione di
Francesco Iannello
(Segretario Generale delle Assise di Palazzo Marigliano)


INTRODUZIONE

Meglio una cura oggi o morire in attesa di un vaccino domani?

Su questo interrogativo si chiudeva la 1° parte del Diario Ragionato della Pandemia entrato in rete il 30 maggio 2020.  E purtroppo la risposta contenuta nella 2° e parte del Diario (scaricabile da dicembre 2020) e nella 3° parte (online da maggio 2021) sono la conferma che “negazionista” è chi nega le cure precoci possibili. Cure che esistono già da marzo 2020 come dimostrano i medici che le hanno adottate somministrandole tempestivamente a casa; cure con farmaci collaudati da anni, economici e disponibili in tutte le farmacie del mondo; cure grazie alle quali questi medici hanno registrato zero morti e tanti pazienti guariti senza aggravarsi, né finire in ospedale.

Perciò tutto quanto raccolto e scritto finora solleva un unico pesante interrogativo sull’intera “strategia terapeutica” adottata in Italia e all’estero: perché si è affrontato il Covid senza curarlo? E perché nazioni caratterizzate da una radicata tradizione democratica hanno utilizzato come modello di cura i lockdown e le restrizioni delle libertà personali tipici di regimi autoritari? Era veramente l’unica soluzione possibile o ce n’erano altre che – visto il totale fallimento di quelle adottate – sono ancora praticabili per uscire dalla pandemia? Questi alcuni dei dubbi che si intrecciano nella trama del racconto come in una sorta di libro giallo: anche se quando ho deciso di scrivere il Diario insieme a Francesco Iannello – amico e Segretario Generale delle Assise di Palazzo Marigliano – non avrei mai immaginato che sarebbe diventato un thriller di cui non si riesce a trovare il finale.

Tutto è nato, infatti, durante la lunga quarantena dell’Italia all’inizio del 2020, quando un noto scienziato ci suggerì una diversa chiave di lettura dell’epidemia rispetto a quella che stava prendendo piede nella narrazione ufficiale. Così, ho iniziato il racconto degli eventi a mano a mano che si verificavano, attingendo materiali dalla stampa e dalla rete e riportandoli mese per mese.  Ma in maniera imprevista, la trama del racconto – anziché svolgersi in maniera trasparente e lineare – prendeva contorni sempre più contorti e incomprensibili per le strane contraddizioni fra la realtà dei fatti e la loro interpretazione da parte degli esperti scelti dal Governo: che fornivano spiegazioni confuse di quanto accadeva, numeri poco verificabili e soprattutto non sembravano volersi accorgerei degli errori già evidenti segnalati da medici e scienziati.

Come si può leggere nell’incipit del Diario, c’erano, infatti, tutti gli indizi e le testimonianze della doppia realtà della pandemia che stava prendendo piede: la realtà del Covid malattia incurabile dal quale ci si può difendere solo con il distanziamento sociale, le mascherine e il lavaggio delle mani come annunciato dal presidente Conte ad aprile: “Dovremo andare avanti così finchè non ci sarà un vaccino, pronti a chiuderci di nuovo in casa se dovesse esserci una recrudescenza del contagio”; e la realtà del Covid curabile, sostenuta dai medici che fin da marzo 2020 hanno dimostrato come il virus si può contrastare con cure precoci e farmaci disponibili, senza aspettare che il malato si aggravi o muoia in attesa dei tempi lunghi necessari a collaudare un vaccino efficace e sicuro e a vaccinare la popolazione mondiale.

E la 2° parte del Diario, rivela che questa doppia realtà – sia nella narrazione mediatica del virus, che negli obiettivi e nel modo di raggiungerli –
è incontestabile. Perché tra chi avvalora la realtà ufficiale del Covid incurabile sostenendo che l’uscita dalla pandemia è lontana (per cui lo “stato di emergenza” va prorogato insieme ai provvedimenti restrittivi); e chi, invece,  sostiene la realtà del Covid curabile per cui l’uscita dalla pandemia e dallo “stato di emergenza” è vicina grazie a terapie appropriate, ha ragione chi “cura subito”.

Perché la possibilità di cure tempestive in grado di evitare l’aggravarsi della malattia è una realtà confermata non solo a livello scientifico, ma anche sotto il profilo costituzionale in un’ordinanza del Consiglio di Stato emessa a dicembre 2020 in difesa del Diritto alla Salute: calpestato in maniera “irragionevole” da chi nega l’esistenza delle cure avvalendosi di studi rivelatisi scientificamente insostenibili, come dimostra la 2°  parte del “Diario”.  Ciononostante in Italia e in gran parte d‘Europa e del mondo, non si riesce a invertire la rotta. Perché?

La risposta è nella 3° parte di questo giallo: la più allarmante. Perché rivela che la pandemia non è più un problema sanitario, ma soprattutto democratico. Le soluzioni rivelatisi “sbagliate”, infatti, sembrano fare parte di una strategia basata su studi ammantati di scientificità, esperti compiacenti e una stampa addomesticata per raggiungere altri obiettivi. Quali? Come scrivevo nell’incipit del “Diario”: Per rispondere a questo e altri interrogativi, da giornalista ho tentato di dare il mio contributo raccogliendo tutti i dati possibili: anche quelli apparentemente intoccabili in quanto patrimonio della scienza. E ho tentato di renderli “digeribili” all’opinione pubblica affinché potesse utilizzarli, come me, per fare chiarezza, ragionare e trarre le proprie conclusioni.”  Perché la conclusione è evidente: a patto che ognuno la scopra da solo e la faccia propria, disinnescando la paura e rimettendo in moto la ragione assente dalla narrazione pandemica “ufficiale”.

Ecco perché il “Diario” termina – per ora – a maggio 2021 con un appello: ammesso che le CURE NEGATE da marzo 2020 facciano parte di una scelta più o meno  “sbagliata” fin dall’inizio, e adottata senza valutarne appieno le conseguenze, si può ancora rimediare. Per questo la Magistratura, la Scienza e la Medicina in tutto il mondo stanno cercando di dare un corso diverso alla Storia. Ma da sole non bastano senza il contributo della stampa libera e di liberi pensatori, scienziati, medici, politici e cittadini che vogliano aprire un dibattito democratico per capire che cosa sta succedendo, perché accade e ad opera di chi. Cioè, ad opera di quali strutture e attori – forze industriali, politiche, finanziarie, tecnologiche, organizzazioni, istituzioni, gruppi d’interesse e singoli agenti – che perseguendo ciascuno i propri progetti trovano, ciclicamente, convergenze e sincronie: perché è proprio questa convergenza e sincronia che determina e conforma  la direzione di marcia della Storia.
Perciò non c’è bisogno del Grande Capo della cospirazione per vedere con chiarezza cosa si muove dietro, intorno e all’interno della pandemia, e dove sta conducendo l’Italia e il mondo: un accentramento di potere e di ricchezza che ha radici nella Grande Accelerazione industriale e finanziaria del dopoguerra e che nella nuova realtà della globalizzazione e della migrazione digitale trova nella pandemia l’occasione per prendere il banco e vincere definitivamente la partita. Con quale futuro per i nostri figli? E’ questo l’interrogativo inderogabile cui trovare la risposta