Le dichiarazioni del Professor Paolo Bellavite sulle paure “fondate” di chi non si vaccina e il suo studio sull’origine del virus.
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Il Professor Paolo Bellavite, è un medico chirurgo specializzato in ematologia, biotecnologie, esperto in statistiche sanitarie e epidemiologia. Fra i suoi studi c’è quello sulla dubbia origine del virus (naturale o da laboratorio), analizzata già il 27 marzo 2020 a commento di un lavoro di “Nature Medicine” e ribadita il 26 maggio 2021 in “Storia delle prime discussioni sull’origine del SARS-CoV-2”: dove Bellavite – che non ha mai creduto alla teoria del passaggio animale-uomo nel mercato di Wuhan accreditata dall’articolo di Nature – dichiara che oggi questa sua critica sta prendendo sempre più piede. Egli spiega, infatti, che quell’articolo di Nature – “circolato come fosse la VERITA’ DEFINITIVA” – era solo “una lettera e neppure un lavoro sperimentale o una rassegna sistematica… come giustamente sottolineano anche gli autori americani di origine cinese di un lavoro uscito a settembre 2020, sulle caratteristiche bio-ingegneristiche del virus… Come il virus sia entrato nella popolazione umana è di fondamentale importanza nel controllo della pandemia attuale e nella prevenzione di simili future pandemie”.

Anche per questo Bellavite evidenzia una serie di pericoli nella natura sperimentale della campagna vaccinale, espressi a inizio maggio 2021, nella trasmissione “Di Martedì”, affermando che, in quanto sperimentazione, richiederebbe la volontarietà sulla base di una piena consapevolezza. In mancanza della quale: “Ha ragione chi ha paura, perché siamo ancora nella fase di sperimentazione dei vaccini”.
Ecco in sintesi i “Sette motivi per cui non mi vaccino contro Covid”: 

  • “I dati d’efficacia e sicurezza disponibili sono insufficienti”
  • “La sicurezza è ancora molto incerta, nonostante i proclami.”
  • “Il bilancio tra rischi e benefici attesi va poi stilato sul lungo periodo”
  • “In casi di reazioni gravi al vaccino o decesso, si dovrebbe procedere a valutare il “nesso di causa”, ma nel caso dell’anti-COVID-19 questa analisi viene fatta spesso in modo impreciso, per la scarsa conoscenza della patologia connessa”
  • “Al momento le prove di riduzione di trasmissione sono molto scarse e sono documentati asintomatici tra i vaccinati.”
  • “La protezione vaccinale può durare pochi mesi e potrà richiedere richiami periodici, come per l’influenza”
  • “Infine, credo molto in altre forme di prevenzione, tra cui l’attenzione al distanziamento fisico (soprattutto da persone con sintomi), igiene delle mani, mascherine di buona qualità in ambienti chiusi con carente ricambio d’aria o in contatti prolungati all’aperto, arieggiamento dei locali e/o uso di apparecchi purificatori dell’aria.”