La mail di un infermiere

Buongiorno,
vorrei iniziare, prima ancora di presentarmi, ringraziandola di cuore sia per aver scritto questo libro e sia per averlo messo a disposizione gratuitamente alla gente.
Mi chiamo A. e sono un infermiere. Tuttora lavoro in un ospedale a Milano e, in special modo, in un reparto di pazienti covid da svariati mesi.
Le scrivo, un po’ per sfogo, ma anche per confermare quanto i suoi dubbi siano legittimi.Questa pandemia o crisi o stato emergenziale che si voglia è diventata un metodo di governo, una sorta di dittatura per imporre ogni nefandezza con la scusa del covid. Dal non volere curare le persone a casa, fino a farle aggravare, a tenerle in ospedale per decine e decine di giorni senza un valido motivo se non che sono positive.

Il reparto dove mi trovo ha 36 posti letto (prima era una cardiologia);ora i pazienti che arrivano sono molto eterogenei. Persone anziane da case di riposo che essendo risultati positivi li trasferiscono da noi… casi sociali o persone che in stato avanzato d’età (vivendo da sole o con badante) che preferiscono essere ricoverate… persone che hanno avuto un intervento o in un regime riabilitativo post intervento… persone colpite da ictus, infezioni varie o altro tutte ovviamente positive al tampone.
La cosa pazzesca è che, di covid, hanno solo il tampone positivo, niente antibiotici, niente ossigeno (se non a bassissimi flussi per 2-3 persone), ne flebo ne febbre nulla di nulla in poche brevi parole più della metà sono autosufficienti e potrebbero starsene a casa. Qualcuno certo ha la febbre 2-3-4 giorni poi finisce e si ristabilisce e …invece, contro ogni logica finora adottata dagli ospedali ovvero appena superata la fase critica di una malattia di farti tornare a casa, vengono ricoverati giorni e giorni e settimane. Certo che se tutti i reparti covid anche degli altri ospedali fanno così, ci credo che poi gli stessi scoppiano.

Le faccio un paio di esempi anche se son certo lei abbia già capito :
– se mia madre di 75 anni fosse positiva e andasse in ps con febbre e tosse e precauzionalmente la dovessero ricoverare anche se guarisse, dopo 3-4 giorni, (poichè vive con mio padre di 76anni) la terrebbero fino alla negativizzazione,
– se una persona, anche non particolarmente anziana, vivesse da sola condividerebbe la stessa sorte ! ….. e gli ospedali esplodono … boh
La ringrazio per l attenzione e avermi fatto conosce una nuova persona che la pensa diversamente… e avermi dato la possibilità di scrivere, di getto, queste 5 righe di sfogo

P.S: ad oggi, dopo un anno, siamo ancora a 20.000 contagi ??? nonostante mascherine, lockdown, chiudi qua, chiudi là’ e milioni di italiani già immunizzati dalla patologia e o vaccinati ???!!! ma… o i numeri sono sfalsati o tutto questo “teatrino” non è servito a nulla se poi Paesi con molte meno restrizioni hanno meno contagi e morti.

P.S 2: anche il mio reparto, non è certo un’isola felice, e anche qui ci sono stati dei decessi ( a memoria un 7-8 decessi) ma le assicuro che NESSUNO è morto per covid o per sue complicanza… ma finiscono tutte nel ” calderone dei morti di covid”

A.