Diario ragionato della pandemia - Parte terza



Il nostro Governo poteva “non sapere” ?


                                                    
Come emerge da questa ricostruzione, sembra difficile che il Governo potesse ignorare quali conseguenze avrebbe comportato abbracciare la linea della “soppressione” del virus con le relative misure restrittive. Ha dichiarato Il 1 ottobre 2020, il Ministro Speranza : “Dobbiamo resistere con il coltello tra i denti in questi sette-otto mesi e mentre resistiamo dobbiamo avere lo sguardo lungo e costruire la società del futuro”. Sembra, dunque, che prima che i relativi Dpcm fossero emanati, Speranza già sapesse che i lockdown iniziati a marzo 2020 sarebbero durati almeno fino a maggio-giugno 2021: ma che valore hanno dal punto di vista legale e costituzionale, provvedimenti giustificati con l’urgenza e l’emergenza, se invece sono provvedimenti di lunga durata preordinati da tempo? E qual è la società del futuro” cui allude il ministro, da costruire – come sembra – all’insaputa dei cittadini condotti come un gregge verso una realtà voluta e decisa da altri?  
Quanto all’ex-presidente del Consiglio Conte, dopo avere chiesto agli italiani a marzo 2020 di fare un lockdown per poche settimane, ad aprile 2020, com’è noto, dichiarò: “Dobbiamo andare avanti così fino a che non sarà trovato un vaccino”. E’ un caso che abbia usato le stesse parole del documento dell’Imperial College che richiedeva almeno 18 mesi di tempo per farne scorta? O comunque, sulla base di quali documenti ha fatto questa dichiarazione che annunciava la strategia che sta rivelandosi catastrofica?

Questo capitolo termina qui con un appello: se le CURE NEGATE da marzo 2020 fanno parte di una scelta sbagliata, adottata senza valutarne appieno le conseguenze, si può ancora rimediare. Per questo la Magistratura, la Scienza e la Medicina, in tutto il mondo stanno cercando di dare un corso diverso alla Storia. Ma da sole non bastano senza il contributo della stampa libera e di liberi pensatori, scienziati, medici, politici e cittadini che vogliano aprire un dibattito democratico per capire che cosa sta succedendo, perché accade e ad opera di chi.

Perciò il “Diario” continua…