Diario ragionato della pandemia - Parte terza



“Il maggior fallimento scientifico della Storia moderna”.


Un fallimento eclatante se confrontato con il modello svedese o con il genere di vita condotta oggi in Russia (descritta da Report ad aprile 2021) dove, dopo un periodo di restrizione, tutto è tornato alla normalità: niente mascherine neanche al chiuso, ristoranti e bar normalmente affollati, clima generale rilassato e sereno. Merito del vaccino russo Sputnik? Sembra di no: i russi hanno detto di fidarsi poco del vaccino e solo 1/3 di loro lo ha fatto. Ma Putin non vuole diventare impopolare rendendolo obbligatorio: “Ha lasciato la libera scelta perché non vuole perdere le elezioni”.  
Ebbene, valutando i risultati che abbiamo ottenuto finora, non possiamo non chiederci come mai il nostro Governo non abbia mai sentito la necessità di rivedere una strategia ispirata a modelli come quello a firma Ferguson.
Perfino il professore Johan Giesecke, il primo a pronunciarsi con forza contro i “lockdown”, ad aprile 2021 ha fatto un’autocritica delle proprie precedenti tesi, prima di ribadire perché i lockdown è una strategia sbagliata: “Molti ritengono che la Svezia non abbia fatto nulla per la pandemia. Non è vero: ha adottato restrizioni severe, ma basate sulla partecipazione volontaria degli abitanti, e non su leggi e polizia. La popolazione ha cambiato il modo di vivere con effetti profondi sulla vita quotidiana, anche senza multe se si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quindi continuerei a sostenere il modello svedese valutando le cose positive… Primo, le scuole: non stiamo distruggendo il futuro delle classi dei bambini. Secondo: la Svezia ha mantenuto gli accordi internazionali senza chiudere i confini ad altri paesi, come successo altrove in Europa. Terzo: abbiamo permesso alle piccole imprese, bar o negozi di biciclette di sopravvivere alla pandemia. Quarto: abbiamo mantenuto la democrazia… Risultato: la Svezia è al 23° posto al mondo per morti da Covid per milione: il Regno Unito all’11°.”

Insomma, il modello di Ferguson non solo è stato giudicato poco “scientifico” nell’accezione del termine definito dalla Scienza, ma poco scientifico anche in altri termini: perché condito di argomentazioni politiche, considerazioni generiche e sulla privacy poco affini sia a un modello matematico che a società democratiche. Sul contenimento del contagio, per esempio, suggerisce “… La tecnologia, come le app per telefoni cellulari che tracciano le interazioni di un individuo con altre persone nella società, potrebbero consentire a tale politica di essere più efficace”  aggiungendo “… se i problemi di privacy associati possono essere superati”. Come se tali “problemi”, indicati en passant nel testo, siano un dettaglio tra i tanti e non il fondamento delle Costituzioni democratiche.
Parimenti, da un lato sembra suggerire i vantaggi della “soppressione del virus” – “La suppression, sebbene abbia avuto successo fino ad oggi in Cina e Corea del Sud…”ma dall’altro ne prende le distanze aggiungendo che “comporta costi sociali ed economici enormi che potrebbero essi stessi avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere a breve e lungo termine”.In altre parole, il documento sembra prescindere dal contesto in cui deve essere applicato – cioè paesi liberi e democratici – facendo riferimento alle strategie di due regimi totalitari completamente estranei alla nostra realtà. Così “suppression” e “mitigation” appaiono due “possibilità scientifiche” fra diverse opzioni più o meno praticabili: delle quali la prima, invece, da noi è inattuabile. Tant’è vero che si è rivelata inefficace. Una misura sanitaria, quindi, inutile da suggerire considerato che siamo in democrazia. A meno che non si ipotizzi di trasformare le democrazie in regimi, per potere adottare queste misure…..

Misure, comunque inutili oggi ai fini sanitari, perchè ormai la soppressione del virus è impossibile contro un virus divenuto endemico: “La falsità centrale nel pensiero pro lockdown è che più restrizioni portino automaticamente a meno morti, e mostra una stupefacente ignoranza delle basi dell’epidemiologia delle malattie infettive”. Lo hanno dichiarato Martin Kulldorff e Jay Bhattacharya, docenti delle università di Harvard e Stanford e promotori della Dichiarazione di Great Barrington di ottobre 2020 sottoscritta da epidemiologi e scienziati di tutto il mondo (i cui curricula parlano da soli) per denunciare che: “Le attuali “politiche di lockdown” stanno producendo effetti devastanti sulla salute pubblica, a breve e lungo periodo”. 
Misure restrittive la cui durata, nel documento dell’Imperial College, è contraddittoria: perché prima sostiene che dureranno qualche mese, poi qualche anno, poi addirittura richiederanno “… una sorveglianza continua” (usa il termine indefinitely in inglese ndr). Ambiguità che fanno apparire lo studio, più che un asettico modello matematico, un’analisi ammantata di scientificità sulla cui base dare un comando militare e politico.

E questo scenario della “sorveglianza continua” sembra emergere anche dalla lettura fatta sul blog dei G.R.U, del decreto legge Draghi: “ DL Covid. Superamento dell’ordine democratico ?” Un’analisi breve, ma densa di questioni di legittimità costituzionale, da leggere integralmente e poi riflettere. In particolare, dove si indica il numero massimo di persone che si può ospitare in casa, il numero di volte in cui si può uscire di casa ogni giorno, il coprifuoco e iniziative analoghe: Lo Stato legifera sul contatto personale, sulle attività e i contatti personali all’interno delle abitazioni private. È lecito sottolineare come la norma introdotta, possa essere precedente ideologico per un superamento del concetto di proprietà privata? Ed è lecito confrontare queste decisioni con la consuetudine nei regimi totalitari?” Non a caso, su alcune di queste questioni già si è espresso in maniera negativa il garante della Privacy. Ma ciò che più allarma sono le possibili punizioni per i trasgressori. In Cina sono sorti “Campi di quarantena ultima trincea contro il virus” con prefabbricati di 18 metri quadri ciascuno: lo rivela un frammento di vita quotidiana nel campo da 4.600 ospiti, a Xishuangbanna, nello Yunnan, in un video sfuggito alla censura. E campi simili stanno sorgendo anche dove non regna la dittatura. E’ di ottobre 2020 la notizia: “In Canada scoppia il caso campi di isolamento: la smentita non convince… ” Poi:  In Germania sono appena cambiate leggi sostituite da limitazioni ulteriori alla libertà personale firmate da Frank-Walter Steinmeier: numerose le manifestazioni di protesta, anche a livello giuridico, contro i nuovi “campi covid” – come riportano giornali italiani e tedeschi – in cui temono di essere “deportati” gli eventuali contravventori alla quarantena o i “dissidenti” alla norme sanitarie. Definiti “hotel” dove asintomatici e paucisintomatici passeranno un periodo di isolamento, in realtà, guardando il video su youtube hanno sbarre alle finestre, filo spinato per recintare l’area e il commento al video aggiunge: Il nord fa sul serio: chiunque non si attenga alla quarantena domestica ufficialmente ordinata nello Schleswig-Holstein, in futuro nonostante i ripetuti avvertimenti, finirà dietro le sbarre!”. Immagini che accostate alla proposta di legge fatta in America per l’internamento e la rimozione di casi, contatti e portatori di malattie trasmissibili potenzialmente pericolose per la salute pubblica”,  fanno temere per le analoghe iniziative in corso in Italia. In particolare, dall’articolo sul blog dei G.R.U Campi per 36.000 persone e strutture di isolamento per minori. Legittime le domande”  emerge il timore che possano trasformarsi in nuovi tipi di carceri per “reati sanitari” partoriti proprio dalla recente legislazione. Perchè il bando Consip e le planimetrie con cui i “campi container” sono stati approvati (“per una capacità di 8000 posti a lotto, per 4 lotti al Nord, Sud, Centro e isole, per una spesa di 266.716.544 di euro”) viene definito “di routine” dalla Protezione Civile ma sembra avviato in gran fretta (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 marzo con scadenza 12 aprile) ed emanato con carattere di forte urgenza ed emergenza. Per cui  l’accostamento con specifici campi covid non pare un’idea peregrina e meriterebbe una spiegazione: come lo meritano le strutture approvate in Sardegna per isolare minori (come riporta l’articolo citato da leggere tutto con attenzione ) notoriamente esenti dal contagio, senza spiegare di quali minori si tratta: minori ospiti nelle case famiglia, minori privi di tutela genitoriale o sottratti alle famiglie?
Sarebbero auspicabili spiegazioni dal Governo non tramite comunicati stampa, ma nel corso di un trasparente dibattito parlamentare: in attesa del quale, meglio sospendere lacostruzione dei campi anche per rispondere ad un ulteriore interrogativo.