Diario ragionato della pandemia - Parte terza


GENNAIO / APRILE  2021:
Era tutto deciso fin dall’inizio?
INTRODUZIONE alla Terza Parte


E’ da marzo 2020 che molti medici hanno iniziato a prevenire e curare a casa i malati di Covid con i farmaci disponibili: lo rivela la realtà del “Covid curabile” nella prima parte del “Diario”, on line dal 30 maggio 2020. Ma cure e prevenzione sono state avversate, anche attraverso studi promossi dall’OMS, poi contestati da esponenti autorevoli della comunità scientifica: lo dimostra la seconda parte del “Diario” citando report, protocolli, atti legali (raccolti nella sezione PROVE di questo sito). E benchè, dopo un anno, sia clinicamente acclarata la possibilità di contrastare il Covid sul nascere con cure precoci, senza rimanere in “vigile attesa” che la malattia si aggravi, il Governo italiano e il suo CTS sono rimasti fedeli alla linea dettata dall’OMS e dall’AIFA: al punto che il 24 aprile 2021 il ministro Speranza ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il provvedimento del TAR che aveva sospeso la nota AIFA per un “primo approccio al Covid con Tachipirina e vigile attesa”.
Ma perché Governo e CTS non hanno mai voluto derogare dalla linea annunciata da Conte – e diramata a fine aprile da tutti i telegiornali – del procedere così: fra lockdown e restrizioni, fino all’arrivo di un vaccino? La risposta è in questa Terza Parte del Diario che dimostra come continuare nella direzione intrapresa un anno fa, opponendo solo veti senza entrare nel merito delle evidenze cliniche offerte dalle cure, diventa inquietante: perché non giustifica come mai cure e vaccinazioni non possano procedere di pari passo riducendo i danni della pandemia; e perché le leggi ad hoc del governo Draghi, rischiano di prolungare ulteriormente lo stato di emergenza. Con l’entrata in vigore del decreto del 26 aprile 2021, infatti, la vaccinazione sembra l’unica “cura” ufficialmente riconosciuta per potere circolare con apposito permesso: che scade, però, ogni sei mesi e “non ci libera” come crede chi si è vaccinato. Perché la circolazione sembra avvenire in un regime di libertà vigilata che prevede pene, isolamento, coprifuoco, vaccinazioni ripetute, limitazione dei contatti in casa e la costruzione di “campi container” in varie parti d’Italia di cui non è chiaro l’utilizzo. Le risposte fornite alle interrogazioni parlamentari in merito, infatti, anziché fare chiarezza sollevano ulteriori dubbi sulla destinazione di tali “campi”: soprattutto alla luce delle violente proteste sollevate in varie parti del mondo per strutture analoghe dedicate alle quarantene di asintomatici e paucisintomatici, adulti e bambini – cioè, persone sostanzialmente SANE – e alle leggi per “internare persone pericolose per la salute pubblica”.
Insomma, l’impalcatura legislativa appena discussa in Parlamento solleva un pesante interrogativo sul quale la Terza parte del “Diario” vuole attirare l’attenzione: è forse in corso, più o meno consapevolmente, un superamento dell’ordine democratico? Questa produzione di nuove leggi, infatti, abbinata non solo al bando per i “campi” decollato in gran fretta, ma anche alla prolungata strategia dei lockdown, alla negazione delle cure precoci, a gesti eclatanti come il TSO e la reclusione in reparto psichiatrico di un ragazzino che protestava a scuola contro l’uso della mascherina o al ricorso a decine di auto di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza solo per sequestrare una “torteria” aperta nonostante l’obbligo di chiusura, portano a chiedersi: come siamo arrivati a tutto questo. E’ stato l’evolversi naturale della pandemia o c’è dell’altro?Perché nell’Europa avanzata si continua a scartare la possibilità di “mitigare” l’impatto del virus con i farmaci, perseverando sulla strada della limitazione delle libertà personali importata da paesi totalitari come la Cina? Chi ha avallato scientificamente questa strategia bilanciando costi e benefici? E quanto ha influito l’OMS presente nel nostro CTS con il suo “numero Due” Ranieri Guerra?
Gli scienziati veri – cioè, “accreditati dai loro pari” e non dalle presenze in TV – hanno segnalato da tempo le risposte: ma la loro voce è stata soffocata. Ora, però, sembra arrivato il momento di ascoltarla prima che sia troppo tardi: e per agire di conseguenza. Cioè, con un dibattito aperto nelle sedi idonee – aule parlamentari e giudiziarie – che fughi ogni dubbio sul rischio che la pandemia diventi l’occasione per minare i fondamenti della democrazia. Ed è questo dibattito che la Terza Parte del “Diario” – come le precedenti – vuole sollecitare sulla base dei fatti e dei documenti di seguito riportati.