Diario ragionato della pandemia - Parte seconda


DICEMBRE 2020
L’ ”errore” non è più giustificabile …

“Alberto Zangrillo, Direttore dell’unità di anestesia e rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano, aveva dichiarato il 18 maggio a “Che tempo che fa”:


“La terapia intensiva deve essere vista veramente come una sconfitta: come l’ultimo anello della catena. Per cui quando il Comitato Tecnico Scientifico consiglia al povero Presidente del Consiglio o al povero Ministro della Sanità di aumentare del 75% i posti in terapia intensiva in un mese, vuol dire che il Comitato non ha alcuna contezza della realtà”.   Questo giudizio lapidario è l’ennesima constatazione dell’errore iniziale cui il Cts non ha saputo rimediare: puntare sugli ospedali e sul contrasto alla malattia nella sua fase finale – quando ormai si è aggravata – anziché arginarla prima sul territorio con i medici di base, nelle case e con le cure, evitandone il tragico decorso. Tra l’altro le terapie intensive così come allestite in fretta e furia in padiglioni improvvisati senza il relativo personale qualificato che le sappia far funzionare, sono inutili come spiega ancora Zangrillo: “Un infermiere preparato conta più di 100 ventilatori:  possiamo anche triplicare il numero delle terapie intensive, ma penso che nessuno ci vorrebbe andare…”


Questo brano è riportato in caratteri diversi perché è una citazione… di me stessa.Si trova, infatti, in questo Diario nel capitolo di MAGGIO. Ed è il primo di 8 punti per arginare la pandemia frutto dell’esperienza dei medici che hanno curato direttamente i malati, già riportati e condensati sotto altrettanti titoli:


1 – Il ruolo marginale delle terapie intensive
2 – Come risolvere la mancanza di tamponi
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3 – Strage RSA: non si risolve con le Procure, ma con le cure.
4 – Nuovi lockdown: non servono. Già dopo 17 giorni sono inutili
5 – “Il virus è nell’aria”: un titolo FALSO che ha fatto danni
6 – Che cosa significa veramente “convivere con il coronavirus”
7 – Quali sono i futuri scenari possibili
8 – Come prepararsi all’Autunno

Otto punti che – come scrivevo alla fine della quarantena – riassumono la strategia da mettere in atto per non farsi trovare impreparati nell’eventualità di unaseconda ondata autunnale di contagi:


“L’esperienza accumulata in questi 5 mesi dovrebbe consentirci di affrontare l’autunno con tranquillità…. La conoscenza attuale del virus, le sue modalità di contagio, il modo di arginarlo, le possibilità di intervento e di cura, gli errori commessi, fanno tutti parte di un bagaglio che consente di dire che la situazione di oggi è completamente diversa da gennaio: tant’è che ormai, con un po’ di buon senso e un’adeguata prevenzione, le Regioni potrebbero gestire con consapevolezza quella che non è più un’emergenza sanitaria…”.
 “…Ma su questi 8 aspetti cruciali e controversi della pandemia, pesa ancora una cappa di ambiguità a riprova che qualcosa che non quadra nelle informazioni fornite dal CTS: che continua a dire e non dire, ad affermare e ritrattare, a non fornire elementi e numeri chiari… nonostante il quadro della pandemia sia mutato”.

Qual è la differenza tra queste affermazioni rilette oggi, rispetto a maggio quando sono entrate in rete? Che oggi gran parte di quelle “controversie scientifiche” hanno trovato risposte in grado di sconfiggere il Covid sul nascere: per cui quanto raccontato nella prima parte del Diario con il beneficio del dubbio, ora è una certezza.

Ovvero: oggi ci sono elementi clinici e scientifici sufficienti per dire che esistono farmaci per curare il Covid tempestivamente a casa; per ridurre drasticamente il numero di ricoveri ospedalieri; e  per tornare, seppur con cautela, a fare una vita quasi normale.

Ma perché questo non avviene?Perché il Governo, Il Ministero della Salute e il Comitato Tecnico Scientifico – nei suoi 3 organi principali OMS, AIFA e ISS – continuano ad essere titubanti nell’intraprendere questa strada? Questi sono i due interrogativi ai quali la seconda parte del Diario vorrebbe dare una risposta: ricostruendo mese per mese quanto è successo, affinchè ogni pezzo del puzzle possa trovare il posto giusto per delineare un disegno più chiaro.

Prima di riprendere, però, la storia da GIUGNO – quando è stato interrotta – va raccontato come ho raggiunto la certezza che la fine di questa pandemia è più vicina di quanto appaia. Il che significa raccontare anche il ruolo del “Caso” nella mia indagine giornalistica e come ho utilizzato questa sorta di “carta della fortuna” per avvicinarmi alla verità.