Diario ragionato della pandemia - Parte seconda


L’emergenza rifiuti in Campania e i suoi “007”

Il metodo delle “emergenze gonfiate” per sfruttare gli investimenti straordinari da gestire con poteri altrettanto straordinari al di sopra delle regole, venne perfezionato con l’ “emergenza rifiuti in Campania”: durata 16 anni anziché i 6 mesi consentiti dalla legge. Un’emergenza alimentata proprio da coloro che avrebbero dovuto risolverla: i commissari straordinari succedutisi negli anni. Il loro potere di deroga alla legge ordinaria, infatti, ebbe come effetto un abnorme numero di “deroghe” ad ogni legge: deroghe alla normativa sulle espropriazioni e sui vincoli idrogeologici e paesistici; alla normativa sulla localizzazione delle opere pubbliche; alle norme in materia di rifiuti e alla normativa tecnica in materia di discariche; alle norme in materia di contrattualistica pubblica sia interna, sia a livello comunitario; alle norme sull’impatto ambientale e sulla “partecipazione” da parte dei cittadini; fino all’ordinanza del gennaio 2008 che non specifica più neanche le leggi alle quali il commissario può derogare, ma prevede addirittura una deroga generica. Così, mentre la maggioranza dei media si affanna a descrivere proteste e cumuli di immondizia, il disastro ambientale aumenta perché la vera causa non trova eco sulla stampa e non viene rimossa. E la vera causa è proprio il determinarsi di un doppio quadro dell’ordinamento giuridico italiano –  un ordinamento giuridico generale, fondato sul principio di legalità, ed un ordinamento “giuridico” parallelo e illegittimo operante solo in Campania – che apre la porta alla deregulation più totale. Così l’emergenza si è prolungata a dismisura perché pochi avevano interesse ad arrestare una macchina macina soldi che concedeva ai commissari di spendere cifre da capogiro operando come “agenti  007”:  con licenza di uccidere… la legge e i diritti costituzionali che ne costituiscono le fondamenta.