Diario ragionato della pandemia - Parte seconda


Emergenza straordinaria o una storia che si ripete?
Introduzione alla SECONDA PARTE

Era il 30 maggio quando questo Diario ragionato della pandemia” è entrato in rete. Da allora insieme a Francesco Iannello, ho continuato a raccogliere materiale, decisa a riprendere a scrivere quando l’ambiguità – che come una nebbia ha avvolto le tante informazioni contrastanti su questo tema – si fosse diradata.

Ma a quanto pare, nebbia e ambiguità, a mano a mano che il tempo passa, aumentano: insieme alla diffidenza da parte dei cittadini per le discordanze e l’imprecisione dei dati forniti dagli esperti governativi. Benché su questi dati, siano state prese misure sanitarie e cautelari limitative delle libertà costituzionali, impensabili fino a qualche mese fa: come è potuto accadere tutto questo? Si tratta di una situazione emergenziale straordinaria che innesca, a sua volta, comportamenti emergenziali straordinari? O è un’emergenza partita da una situazione reale, ma poi protratta più del necessario per incompetenza o altri interessi?

Ebbene al punto in cui siamo – Dicembre 2020 – e alla luce di altre “emergenze” che ho già vissuto e raccontato da giornalista, sto cominciando a prendere in considerazione anche la seconda ipotesi. Tant’è che prima di iniziare la seconda parte del Diario, ritengo utile ricordare proprio le altre “emergenze” che ho personalmente vissuto e raccontato sulla stampa: perché suggeriscono di leggere la pandemia non solo come una situazione straordinaria, ma anche come una storia che si ripete.