Diario ragionato della pandemia - Parte seconda


“NEGAZIONISTA” è chi NEGA le CURE

A tutt’oggi, AIFA e OMS appaiono due organismi particolarmente influenti in Italia sulle scelte di politica sanitaria e sul protrarsi dello stato di emergenza: come dimostra la loro posizione sull’HCQ e sulle cure precoci, nonché il ruolo predominante che hanno assunto all’interno del CTS. Perciò sarebbe importante conoscere – nella MASSIMA TRASPARENZA – i criteri sui quali dettano le regole e gli obiettivi che, con queste regole, intendono raggiungere. Viceversa, alla luce di quanto emerso finora, alcune scelte di AIFA e OMS sollevano notevoli perplessità.

In particolare, viene da chiedersi: si possono ancora accettare le disposizioni di AIFA senza verificarne la validità, considerando la scarsa attendibilità dei metodi utilizzati per vietare un farmaco che, se usato precocemente a domicilio, potrebbe ancora cambiare in Italia il corso di questa pandemia? 

Se nei confronti dell’HCQ usata da quasi un secolo a livello mondiale, AIFA è stata così cauta ed ha sollevato tante obiezioni prima di accertarne “efficacia, appropriatezza e sicurezza”, che farà con i vaccini della cui “efficacia, appropriatezza e sicurezza” per ora si sa ancora poco: come ammette nella descrizione sul suo portale?

Applicherà gli stessi criteri di “cautela” per questa campagna vaccinale “sperimentale” promossa per la prima volta durante un’epidemia in corso, utilizzando vaccini la cui copertura – per quanto riguarda Pfizer e Moderna – sarebbe solo tra il 19% e il 29% come avverte il British Medical Journal, ripreso da  Affaritaliani.it  negli articoli del 28 novembre 2020   E del  12 gennaio 2021  

E in attesa dei tempi necessari a superare le incertezze sui vaccini (che rimarranno tali almeno fino a dicembre 2023, come si legge nel dossier dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA)  riportato dalla VOCE delle Voci il 6 gennaio 2021 )  AIFA – insieme al CTS e al Governo – è disposta ad accantonare l’”irragionevole” strategia emergenziale adottata finora e agevolare quella dei medici che combattono il virus tempestivamente a domicilio? Almeno per evitare la strage degli ammalati di altre gravi patologie che non trovano più posto negli ospedali o che sono costretti ad aspettare mesi per accertamenti urgenti, e che sommati ai morti di Covid per mancanza di cure idonee, fanno crescere drammaticamente l’indice di mortalità?

Ebbene, a giudicare dalle attuali LINEE GUIDA di AIFA e del Ministero della Salute, la risposta purtroppo è negativa. A meno che il microbiologo Giorgio Palù che fino all’estate scorsa contestava l’allarmismo del CTS – e che ora è entrato a farne parte quale nuovo Presidente dell’AIFA – non decida di modificare le LINEE GUIDA radicalmente: cominciando dalla “logica” che le anima.


Perché l’ “irragionevole” ragionamento che ha portato AIFA a vietare il ricorso all’HCQ in tempo utile per sbarrare la strada al Covid, sembra lo stesso che tuttora sconsiglia la somministrazione in tempo utile degli altri farmaci che, in sinergia con l‘HCQ, potrebbero prevenire e curare il Covid.

Ecco, infatti, la sintesi delle indicazioni per i casi lievi di Covid riportate dall’ORDINE DEI MEDICI “… basate anche sulle schede informative AIFA aggiornate in relazione alla rapida evoluzione delle evidenze scientifiche”:

 
In linea generale… alcuna terapia al di fuori di una eventuale terapia sintomatica di supporto” (ovvero paracetamolo o Tachipirina ndr). In particolare, nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici, sulla base delle informazioni e dei dati attualmente disponibili, si forniscono le seguenti indicazioni di gestione clinica”:

vigile attesa;

misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno…;

l’uso dei corticosteroidi è raccomandato nei soggetti con malattia COVID-19 grave che necessitano di supplementazione di ossigeno… ;

non utilizzare eparina… indicata solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto;

non utilizzare antibiotici. Il loro eventuale uso è da riservare solo in presenza di sintomatologia febbrile persistente per oltre 72 ore o ogni volta in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica, o quando l’infezione batterica è dimostrata da un esame microbiologico;

non somministrare farmaci mediante aerosol…

Non esistono evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato… Le raccomandazioni fornite riflettono la letteratura e le indicazioni esistenti”.


Ebbene, l’unica differenza tra queste indicazioni e quanto disposto nell’ordinanza del Consiglio di Stato del 11 dicembre scorso, è la nota sull’HCQ di cui era vietato l’uso off label e che pertanto va modificata.

Ma per il resto, la sostanza non cambia. La miopìa è la stessa. L’inerzia terapeutica en attendant il vaccino è rimasta immutata. L’irragionevolezza che ha condotto al divieto dell’HCQ in tempo utile per evitare l’aggravarsi della malattia, è la stessa che continua a sconsigliare l’uso tempestivo di farmaci che, in sinergia con l‘HCQ, possono prevenire o bloccare il Covid sul nascere.

“Queste Linee Guida sono la pietra tombale delle cure tempestive e preventive che stiamo adottando da mesi per arginare le forme gravi della malattia… – si legge nei commenti sparati a raffica sulle chat dei medici –  Ribadiscono di “non utilizzare antibiotici se non con febbre per oltre 72 ore” o comunque “solo DOPO  l’insorgenza di una sovrapposizione batterica”!? Che senso ha aspettare tanto,  rischiando che sia troppo tardi? Fino all’anno scorso per una laringite di sospetta origine virale ci veniva consigliato l’antibiotico per evitare una sovrapposizione batterica… Invece, ora che è vitale affrontare l’epidemia in maniera efficace, si deve ricorrere all’antibiotico ‘solo in caso di sicura, acclarata sovrapposizione batterica?’ ”

In effetti, l’accoppiata vincente di HCQ con azitromicinaé accertata purché tempestiva: “non solo per l’azione antibatterica dell’antibiotico… ma perché “sono entrambi immuno-modulatori e prevengono in modo sinergico gli effetti della massiccia infiammazione indotta da COVID-19… Inoltre l’azitromicina ferma la produzione di citochine che innescano l’infiammazione polmonare potenzialmente letale…” si legge negli studi già riportati. E anche il Consiglio di Stato è stato interpellato proprio per accertare l’efficacia dell’HCQ “in fase precoce” … intendendo come tale “una finestra di attività tra zero e 6 giorni dall’esordio dei sintomi, massima entro la seconda giornata” (…) eventualmente associata ad antibiotici, come l’azitromicina nei primi giorni e ai primi sintomi…”

Nelle LINEE GUIDA, invece, l’utilizzo precoce degli antibiotici e degli altri farmaci è fortemente sconsigliato.  Di conseguenza l’uso “tardivo” rispetto ai riscontri della pratica clinica, finisce per vanificare l’efficacia dei farmaci che potrebbero contrastare Covid: “Il protocollo domiciliare Covid sembra scritto per preparare i pazienti ad andare in ospedale – dichiaraalla Nuova Bussola Quotidiana il cardiologo Alessandro Capucci, uno dei consulenti dei medici che hanno fatto ricorso contro AIFA – Come si vede dallo schema, sono elencati tutti i farmaci da non somministrare. Resta in pista solo il paracetamolo. Dopo 9 mesi e 60mila morti, direi azzardato continuare su questa strada… Si tralascia completamente la prima fase della malattia, quella dove bisognerebbe intervenire in maniera decisa per evitare la polmonite”. Inoltre: “Da un lato si afferma che la presenza dei medici è capillare sul territorio, dall’altro che devono “giocare” (usa proprio questo termine) con il personale delle USCA e con eventuali unità di assistenza presenti sul territorio. Insomma: si dice che i medici hanno un ruolo, ma non si definisce quale ruolo sia… Così nessuno fa niente oppure tutti agiscono tardivamente.”

Insomma, nonostante aumentino le conferme che Covid sia una malattia dalla quale si può guarire se curati subito a casa con i farmaci disponibili, AIFA non cambia direzione finendo per alimentare la narrazione del “virus indomabile” che continua a fare a pugni con la verità clinica emersa anche dalle chat dei medici: “… Oggi ho ricevuto altre telefonate di pazienti positivi che chiedono una cura… E ho appena visitato la collega di Milano che ha aspettato a curarsi: purtroppo ha una bella polmonite, fortunatamente circoscritta…
… Le cure ci sono, ma il segreto per evitare ricoveri, è intervenire in maniera decisa nelle prime 72 ore: attendere 3 giorni con la febbre prima di applicarle non ha senso…!

… A dicembre nella casa di riposo dove lavora mia moglie, i positivi sono stati messi in terapia solo con tachipirina e ossigeno e purtroppo deceduti così, senza neanche portarli in ospedale. Alcuni erano malati terminali, ma altri potevano vivere ancora dignitosamente. La strategia nelle RSA è completamente sbagliata: innanzitutto non bisognerebbe isolarli, ma al contrario, con tutte le cautele, lasciar visitare gli anziani per soddisfare il loro bisogno di cure e di aiuto familiare. Poi con una buona prevenzione e la semplice terapia (HCC + azitromicina + eparina) somministrata ai primi sintomi, ne potrebbero venire fuori in un decina di giorni come riscontrato da tanti di noi. Così, senza tanti tracciamenti (spesso inutili che dilapidano soldi ed energie) ridurremmo l’infezione con meno morti ed una qualità di vita migliore per tutti… 

… Su circa 50 casi trattati attraverso la mia farmacia, 4 casi gravi con terapia ‘hard’ precoce sono guariti (senza ossigeno). Gli altri con sintomatologia standard e i nostri soliti approcci sono guariti nel giro di 7-20 giorni. Solo un diabetico molto grave è morto: gli avevo portato la terapia ‘hard’, ma non l’ha iniziata perchè gli è stato consigliato dalle USCA di andare in ospedale dove è finito 20 giorni dopo. Quanto alle persone in terapia preventiva con vitamine D e C, Lattoferrina, Quercitina, K2, picozinco, ecc. non si è ammalato nessuno… Sarà solo una coincidenza? Forse… comunque dimostra che chi previene non sbaglia…”

Ma attenzione: come si è visto dalla tabella di AIFA, pure sulla prevenzione del Covid con vitamine e integratori è calato il veto dall’ALTO. Anche se, come ribadito dal Consiglio di Stato, è un divieto di cui il medico ha diritto di non tener conto se non lo condivide, continuando ad agire secondo la propria “scienza e coscienza” in nome del Giuramento di Ippocrate.  Dal nome del maestro di Kos che intorno al IV secolo a.C. definì i requisiti per “praticare l’arte medica” il testo recita infatti: “Giuro di esercitare la medicina in autonomia di giudizio e responsabilità di comportamento, contrastando ogni indebito condizionamento che limiti la libertà e l’indipendenza della professione… di non intraprendere né insistere in procedure diagnostiche e interventi terapeutici clinicamente inappropriati ed eticamente non proporzionati… di perseguire con la persona assistita una relazione di cura fondata sulla fiducia e su un’informazione preliminare al consenso, comprensibile e completa… di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza”.


Insomma, il diritto dei medici all’autonomia di giudizio sembra indiscutibile. Anche se   AIFA li dissuade perfino dal prescrivere complessi vitaminici che, fra l’altro, non richiedono ricetta, né sono a carico del Servizio Sanitario: Non esistono evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (…), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato…” Questo il succo del veto di AIFA che, aggiunto ai tanti divieti risultati ingiustificati, appare una forzatura: … “Si sa che quasi tutta l’umanità soffre di carenza di vitamina D: la sua utilità per Covid è confermata da una bibliografia imponente che dimostra come possa ridurre fino al 50% la mortalità da Covid, anche in fase acuta con dosi d’urto giornaliere – commentano i medici – Dov’è scritto, invece, che le vitamine possono essere dannose per il Covid? Davanti a un simile approccio, come si fa a non pensar male?”

In effetti, AIFA ha tentato di vietare l’uso di qualsiasi farmaco contro Covid senza precedenti studi randomizzati e controllati (RCT). E’ accaduto non solo con l’HCQ, ma anche con l’eparina e con il plasma come già raccontato in dettaglio nella 1° parte del Diario (a pagina 24 e 28).  

A proposito dell’eparina (si legge a pagina 24): “AIFA di fronte alla scoperta fondamentale che l’anticoagulante eparina impedisce il formarsi di trombi nei polmoni e il blocco respiratorio che porta i pazienti in rianimazione, anziché incoraggiarne l’uso, lo limita, sottolineando in una nota “… l’urgente necessità di studi randomizzati che ne valutino efficacia clinica e sicurezza nella cura per Covid”.  “La sicurezza? … l’eparina non è un tossico, i medici che non la sapessero usare correttamente (come farmaco esiste dal 1916) dovrebbero cambiare mestiere”, fa notare il giornalista Maurizio Blondet sul suo blog”.

Quanto al plasma: “Nella trasmissione “Porta a Porta” si assiste ad una decisione da parte dell’AIFA che lo stesso Bruno Vespa, guidato dal buon senso, non riesce a capire: cioè, perché la terapia del plasma che ha funzionato per gli ammalati inseriti nel protocollo sperimentale non possa continuare ad essere usata senza aspettare i risultati degli “studi randomizzati”, che per il professore Ippolito dello Spallanzani, invece, sono procedure ineliminabili: a quanto pare più “vitali” delle centinaia di vite che, quotidianamente, il coronavirus continua a sterminare e che il plasma potrebbe evitare. Un conflitto che si può rivedere cliccando sul link che riporta lo scontro De Donno – Ippolito a “Porta a Porta”.

Così, anche quel vaccino già pronto e a buon mercato è scomparso dal dibattito mediatico e pure la plasmaterapia è stata seppellita. E c’è voluto il recente richiamo del Consiglio di Stato agli articoli 2 e 32 della Costituzione, per evidenziare quanto sia inadeguato e pericoloso applicare i principi dell’Evidence Based Medicine (EBM) e gli studi RCT “… in una situazione epidemiologica tanto grave” che impone “non già di vietare, ma di consentire (…) l’utilizzo di una terapia che possa avere una pur minima efficacia terapeutica …”

Ciononostante, AIFA sembra servirsi dell’EBM e degli RCT come della sbarra di un passaggio a livello: per dire ALT perfino all’uso di vitamine, Lattoferrina, Quercitina o altri rimedi naturali ingaggiati contro Covid. O per contrastare ricerche cliniche miranti a sperimentare farmaci già noti: ultimo in ordine cronologico, l’inspiegabile veto contro l’adenosina somministrato per aerosol.  Un farmaco che il dottor Pierpaolo Correale, direttore del reparto di Oncologia del Grande Ospedale Metropolitano (GOM) di Reggio Calabria, sta studiando da 25 anni sul piano teorico, ma che, su intuizione del direttore di Terapia intensiva e Anestesia, Sebastiano Macheda, stanno utilizzando in via sperimentale come aerosol, da aprile, con buoni risultati: “Si tratta di una sostanza che produce il nostro organismo e che ha il compito di bloccare l’infiammazione acuta da Covid e di indurre la riparazione dei danni. Attraverso dei recettori l’adenosina ferma l’infiammazione, mette a riposo il tessuto, comincia il processo di riparazione e avverte il sistema immunitario”, aveva spiegato il dottor Correale durante il webinar tenuto con lui dai medici del FVG circa 4 mesi fa al quale ho assistito anch’io incuriosita da quella che per me era una novità. Così ho anche saputo che il brevetto era già stato depositato dallo stesso GOM dopo la prima ondata del Covid e, quindi, sono rimasta maggiormente colpita quando pochi giorni fa, la stampa ha dato la notizia: “AIFA ha bloccato la cura con adenosina perché “in considerazione di un rapporto rischio/beneficio non definibile…. ritiene non possa essere autorizzato”.

“In realtà noi abbiamo inviato i nostri risultati all’AIFA, ma non siamo riusciti ad avere un confronto con loro: cosa che sarebbe stata molto importante –
obietta  il dottor Correale – L’AIFA dovrebbe avere un ruolo sì rigoroso, ma non rigido. Dovrebbe dare la possibilità ai medici di sperimentare con controlli e regole, ma non togliere la speranza di poter guarire riposta nell’adenosina, studiata e conosciuta da tanti anni. È stata bloccata senza delle motivazioni comprensibili e senza la possibilità di un confronto per il quale eravamo a disposizione”. 

Insomma, per dirla con le parole dei giudici, questo modo di regolare l’uso dei farmaci rischia di diventare “arbitrario”, se ingiustificato. E tanti divieti incomprensibili, messi uno dietro all’altro, costituiscono dei precedenti che sollevano dubbi inquietanti. Primo fra tutti: quali sono i criteri adottati da AIFA per stabilire il ruolo che debbono avere farmaci economici e collaudati, rispetto a quelli più costosi e ancora da sperimentare, vaccini compresi?  

E purtroppo, questi interrogativi non trovano risposta nel circo mediatico che si mette in moto ogni volta per avvalorare le raccomandazioni di AIFA. Sul sito Medical Facts, per esempio, Roberto Burioni ha amplificato i divieti di AIFA puntando l’indice contro l’eparina, contro il plasma, contro HCQ+Cavanna: e da ultimo, contro la Lattoferrina e quelli che, consigliandola, fanno sprecare soldi ai cittadini. Ma al di là dello scetticismo che suscita Burioni nei panni del buon padre di famiglia preoccupato della salute e dei risparmi degli italiani, i vantaggi della Lattoferrina nel ridurre le possibilità di prendere il Covid e nell’aumentare le probabilità di prenderlo in forma lieve, sono frutto della ricerca di due Università italiane (Roma Tor Vergata e La Sapienza) i cui autori sono stati costretti a difenderne pubblicamente i risultati dagli attacchi di Burioni.  Con la conseguenza che il tentativo di AIFA di scoraggiarne l’uso ha avuto un effetto boomerang: in tanti si sono precipitati ad acquistarla esaurendo le scorte in farmacia.

Cari colleghi, qua in 12 mesi si è capovolto il mondo: se fosse accaduto l’anno scorso di lasciare a casa un malato con l’influenza senza cure, il medico sarebbe finito in Tribunale…. Ora sta accadendo il contrario”.