Diario ragionato della pandemia - Parte prima


MAGGIO
Il nuovo identikit del virus

Ci sono almeno 8 aspetti di questa pandemia che sono stati oggetto di controversia clinica e scientifica sui quali pesa ancora una cappa di ambiguità. A riprova che c’è qualcosa che non quadra nelle informazioni fornite dal Comitato Scientifico, che continua a non sbilanciarsi, a dire e non dire, a non fornire elementi chiari su che cosa è cambiato in 5 mesi per consentirci di programmare il futuro. Eppure il quadro della pandemia è mutato.

La conoscenza attuale del virus, le sue modalità di contagio, il modo di arginarlo, le possibilità di intervento e di cura, gli errori commessi fanno tutti parte di un bagaglio che consente di dire che la situazione di oggi è completamente diversa: tant’è che ormai, con un po’ di buon senso e un’adeguata prevenzione, le Regioni potrebbero gestire con consapevolezza quella che non è più un’emergenza sanitaria.

Perché anche ammesso che si verificasse una seconda ondata autunnale di contagi, l’esperienza accumulata in questi 5 mesi, se messa a frutto, dovrebbe consentirci di affrontarla con tranquillità: sulla base, almeno, di quegli 8 punti della pandemìa che, se guardati dalla prospettiva del Comitato Scientifico aprono abissi di ambiguità, ma se valutati dall’angolo in cui sono relegati gli scienziati e le tesi inascoltate dal Governo, squarciano orizzonti di comprensione.