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Fahrenheit 2021

Per leggere in “maniera diversa” la pandemia
come gli “uomini libro” nella foresta.

“Fahrenheit 451” è il romanzo di fantascienza di Ray Bradbury e dell’omonimo film, che descrive una società in cui la dittatura impedisce di leggere e possedere libri: considerati pericolosi strumenti per la libertà di pensiero, infatti, il regime brucia i libri, preferendo governare su cittadini ignari, che accettano informazioni filtrate e diramate dalla tivù, senza distinguere se siano giuste o sbagliate. E poiché la temperatura per bruciare la carta espressa in gradi, è pari a 451 gradi fahrenheit, di qui il titolo “Fahrenheit 451”.

Ma che cosa unisce “Fahrenheit 451” alla pagina “Fahrenheit 2021” che decolla oggi sul sito del “Diario ragionato della pandemia”?
Per capirlo va riassunta in breve la trama del romanzo a chi non la ricorda. Il protagonista, Guy Montag, è un vigile del fuoco che non spegne incendi, ma li appicca per bruciare volumi. Fino al giorno in cui, dopo avere sfogliato alcuni libri, inizia a scoprirne la bellezza. Così la sua vita a poco a poco cambia. E quando scoppia la guerra, Montag fugge dalla città per raggiungere nella foresta un gruppo di persone che amano talmente la lettura da diventare “uomini libro”. Non potendo possedere i libri, infatti, ognuno di loro ha deciso di impararne uno a memoria per trasmetterli alle generazioni future. Così, nella scena finale del film, si vedono questi uomini camminare avanti e indietro fra gli alberi, parlando ad alta voce, come a sé stessi: ma, di fatto, cercando di memorizzare un grande o piccolo capolavoro dell’umanità.
Ebbene nella pagina “Fahrenheit 2021” verranno raccolti, di volta in volta,  testi di ogni genere – libri, saggi, racconti, video, articoli, ecc. – che offrono una “lettura della pandemia” diversa da quella ufficiale: sempre più orientata, invece, verso un “PENSIERO UNICO”, indiscutibile che colpisce da stigma e censura tutti gli altri. Molto simile, insomma, all’informazione in una società sempre meno democratica; che, come in questa pandemia, favorisce la religione della scienza anzichè il confronto aperto fra autorevoli scienziati; che ha tenuto aperte le chiese, ma chiuso i teatri, nonostante le analoghe dimensioni degli spazi.
Fahrenheit 2021” in uno degli anni più bui della storia dell’umanità, invita, dunque, a fare come gli “uomini libro” nella foresta. Cioè, a leggere e approfondire che cosa sta accadendo guardandolo da un diverso angolo di visuale; a mantenere in allenamento la ragione e la riflessione per “resistere” al sopravvento del pensiero unico rimanendo liberi di trovare la verità.


Ascoltatemi. Devo dirvi alcune cose molto importanti.

Marzo Zuccaro immagine Facebook

Marco Zuccaro è un giovane poco più che trentenne che ha una ricchissima produzione di post su Facebook di tipo riflessivo e informativo ( anche arricchiti da link che rimandano a documentazioni scientifiche), la maggior parte dei anziché ricalcare il formato sintetico tipico dei social, sono piccoli saggi. Come quello che invita a riflettere su quanto sta accadendo e sulle “divisioni sociali calate dall’alto, in maniera strumentale (questo voler imporci di distinguere a tutti i costi tra un “noi” e “gli altri”); e sulla memoria, sulla necessità di ricordare tutto questo”. 
L’ho riportato qui non solo perché vale la pena di leggerlo, ma anche per conoscere Marco e la sua ricca produzione su Facebook che offre altri spunti di riflessione e informazione non allineate al pensiero unico dominante .


“Narrazione dell’Immane e notte della ragione: considerazioni sulla pandemia e sul domani”

Copertina della Narrazione dell'Imma e notte della ragione

Questo è il titolo di un breve ma intenso saggio sulla narrazione della pandemia, scritto dal professore Sergio Porta, Direttore della Urban Design Studies Unit e co-Direttore della Strathclyde Research centre of Urban Policy and Technology alla University of Strathclyde di Glasgow, Regno Unito.